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Capri Top 10: Posti e Luoghi più Belli da Visitare in 4K

Capri Top 10


Capri Top 10Cosa nasconde veramente l’isola azzurra che da secoli ammalia imperatori, artisti e viaggiatori da tutto il mondo? Quale segreto racchiude Capri che ha ispirato poeti come Neruda e conquistato scrittori come Malaparte? La risposta non è un semplice paesaggio, ma un intreccio di bellezze nascoste, storie millenarie e panorami che sembrerebbero dipinti da mano divina. Scopriremo insieme questo mistero attraverso un viaggio che ci porterà dai segreti degli antichi romani fino alle meraviglie geologiche create dalla natura nel corso di millenni.

I Faraglioni: Le Sentinelle Leggendarie del Mare


I Faraglioni: Le Sentinelle Leggendarie del MareTre massi rocciosi emergono dal blu intenso del Mediterraneo come antiche sentinelle dell’isola. I Faraglioni di Capri non sono semplici formazioni rocciose: sono i protagonisti di leggende che si perdono nella notte dei tempi. Il nome deriva dal greco “pharos”, che significa faro, poiché anticamente sulla loro sommità venivano accesi grandi fuochi durante le ore notturne per guidare i navigatori.

Il Faraglione di Terra, alto 110 metri e ancora collegato alla terraferma, è conosciuto anche come Saetta. Il Faraglione di Mezzo, o Stella, nasconde una galleria naturale lunga 60 metri attraverso cui possono passare le barche. Il Faraglione di Fuori, o Scopolo, alto 104 metri, custodisce un tesoro unico: la famosa lucertola azzurra. Questo piccolo rettile, con le sue tonalità verde-azzurre sul ventre e sui fianchi, vive esclusivamente su questo scoglio ed è avvolto nella leggenda.

Il poeta greco Omero collegava i Faraglioni alla sua Odissea, identificandoli come i massi lanciati da Polifemo contro Ulisse. Virgilio, nell’Eneide, li trasformò invece nella dimora delle sirene, quelle creature metà donna e metà pesce che incantavano i marinai per poi condurli alla morte.

La Grotta Azzurra: Il Ninfeo Incantato dell’Imperatore


Nel cuore della costa nord-occidentale di Capri si cela uno dei fenomeni naturali più straordinari del Mediterraneo. La Grotta Azzurra non è semplicemente una cavità marina: è un antico ninfeo romano che l’imperatore Tiberio utilizzava per i suoi momenti di contemplazione. Lo scrittore Maxime Du Camp la descrisse come un luogo dove “la natura aveva creato una cattedrale azzurra”.
Il fenomeno luminoso che rende unica questa grotta è dovuto a una finestra sottomarina che filtra la luce solare. L’acqua assorbe tutti i colori dello spettro luminoso eccetto l’azzurro, creando un’atmosfera di rara bellezza. Un secondo fenomeno genera i riflessi argentei sugli oggetti immersi: le bolle d’aria che si formano sulle superfici hanno un indice di rifrazione diverso dall’acqua, permettendo alla luce di giocare con effetti magici.
Dimenticata per secoli e circondata da leggende che la descrivevano come infestata da spiriti, la grotta fu riscoperta nel 1826 dallo scrittore tedesco August Kopisch e dal pittore Ernst Fries, accompagnati dal pescatore locale Angelo Ferraro. Le statue romane ritrovate al suo interno, oggi custodite nella Casa Rossa ad Anacapri, testimoniano il suo antico splendore imperiale.

Villa San Michele: L’Eremo di Luce del Medico Venuto dal Freddo


Su uno dei punti più panoramici di Capri, a 327 metri di altezza sul livello del mare, sorge un luogo che sembra uscito da una favola. Villa San Michele non è una semplice dimora: è il sogno realizzato di Axel Munthe, medico svedese che descrisse la sua creazione come “una casa aperta al sole, al vento e alle voci del mare – come un tempo greco – e luci, luci ovunque”.
Munthe scelse questo luogo perché qui un tempo sorgeva una villa imperiale romana e una cappella medievale dedicata a San Michele. I contadini locali regalavano spontaneamente al medico i reperti che affioravano dal terreno, chiamandoli “roba di Tibberio”. Tra i tesori di Villa San Michele troviamo la testa di Medusa che adornava il tempio di Venere a Roma, il busto in marmo dell’Imperatore Tiberio e la misteriosa sfinge egizia.
La leggenda narra che poggiando la mano sinistra sulla Sfinge ed esprimendo un desiderio mentre si guarda il mare di Capri, questo desiderio si avvererà. Il giardino, con i suoi colonnati bianchi e la vista straordinaria sul Golfo di Napoli, è un vero gioiello di flora mediterranea dove crescono camelie, ortensie, rose, pini e cipressi.

Monte Solaro: Il Trono Panoramico dell’Isola


A 589 metri di altezza, Monte Solaro è il punto più alto di Capri. Da questa vetta privilegiata si abbraccia con un solo colpo d’occhio tutta l’isola con i golfi di Napoli e di Salerno. Per raggiungere questo belvedere mozzafiato, si può scegliere tra la comoda seggiovia che parte da Piazza Vittoria ad Anacapri oppure l’avventurosa camminata a piedi.
La seggiovia, operativa da marzo a dicembre con orari che variano dalle 10:00 alle 17:00 nei mesi estivi, costa 14 euro per andata e ritorno. La montagna ospita oltre 900 specie di vegetazione: alle quote più elevate si trovano acanto, corbezzolo, erica, ginepro e mirto, mentre più in basso crescono allori, cisto, corbezzoli e pini.
Monte Solaro custodisce anche il Fortino di Bruto, un blockhaus utilizzato nelle battaglie tra Gran Bretagna e Francia all’inizio del XIX secolo. Le sue pendici dolomitiche formano una barriera naturale che divide l’isola in due parti, creando un paesaggio di rara bellezza geologica.

La Piazzetta: Il Salotto del Mondo


Nel cuore pulsante di Capri si trova quella che viene chiamata semplicemente “La Piazzetta”, anche se il suo nome ufficiale è Piazza Umberto I. Nel dialetto locale è conosciuta come “chiazza”, ma per tutto il mondo è il salotto più famoso del Mediterraneo. Le sue dimensioni ridotte, pochi metri quadri quasi interamente ricoperti dai tavolini dei bar, creano un’atmosfera unica dove si mescolano principesse di regni del Nord, attori italiani, miliardari americani e gente comune.
A dominare la piazzetta si erge la Torre dell’Orologio, le cui origini risalgono al X-XI secolo come parte di un antico convento bizantino dedicato a Santo Stefano. La torre attuale prese forma nel XVIII secolo durante i lavori di ricostruzione della cattedrale di Santo Stefano. La sua caratteristica cupola orientale le conferisce un fascino unico che la distingue da qualsiasi altro campanile.
Un caffè seduto ai tavolini della Piazzetta costa circa 5 euro, mentre un cocktail si aggira sui 12 euro. Ma qui non si paga solo una consumazione: si acquista un biglietto per lo spettacolo più affascinante del mondo, quello dell’umanità che si incontra e si mescola in uno dei luoghi più iconici della Terra.

Villa Jovis: La Reggia Solitaria dell’Imperatore


Sulla vetta orientale dell’isola, su quello che oggi viene chiamato Monte Tiberio, si ergono i resti maestosi di Villa Jovis. Questa non era una semplice residenza imperiale: era il palazzo del governo di Roma dal 26 al 37 d.C., da dove Tiberio governò l’Impero per oltre undici anni.
L’imperatore, descritto da alcune fonti come un despota crudele, era in realtà una persona introversa e solitaria che trascorreva intere giornate in contemplazione lungo il belvedere che affaccia sui golfi di Napoli e di Salerno. Le dimensioni maestose della villa e la presenza di un impianto termale testimoniano il lusso imperiale, ma anche il desiderio di isolamento del secondo imperatore romano.
La villa fu riscoperta nel XVIII secolo, ma durante i primi scavi non sistematici molti reperti andarono perduti. Nel 1932 l’archeologo Mauri diresse i lavori di recupero che hanno portato all’aspetto attuale. Dal 2016 la villa registra circa 27.000 visitatori all’anno, attratti dalla storia e dai panorami spettacolari.

I Giardini di Augusto: Il Balcone Fiorito sui Faraglioni


Quello che oggi conosciamo come Giardini di Augusto nacque dall’ambizione di Friedrich Alfred Krupp, l’industriale tedesco dell’acciaio che agli inizi del XX secolo acquistò diverse proprietà sull’isola. Inizialmente chiamati Giardini di Krupp, dopo la Prima Guerra Mondiale furono rinominati in onore del primo imperatore romano.
Questi giardini costituiscono un vero giardino botanico che ospita le principali specie della flora caprese. La loro posizione privilegiata offre una panoramica a 180 gradi dell’isola con scorci indimenticabili su Monte Solaro, Marina Piccola, Via Krupp e i celebri Faraglioni. L’ingresso costa solo 1 euro, gratuito per i bambini fino a 12 anni, con un biglietto combinato con la Certosa di San Giacomo a 5 euro.
All’interno dei giardini si trova anche un curioso monumento in onore di Lenin, realizzato nel 1968 dallo scultore Giacomo Manzù per commemorare il soggiorno del leader bolscevico a Capri nel 1908 come ospite dello scrittore russo Maksim Gor’kij.

Marina Piccola: Il Rifugio delle Sirene


Sul versante meridionale dell’isola, protetta da una ripida parete rocciosa, si adagia Marina Piccola. Questa baia non è semplicemente una spiaggia: è il luogo dove, secondo la leggenda, vivevano le sirene che incantarono Ulisse. Il nome “Scoglio delle Sirene” identifica infatti la formazione rocciosa che divide la baia in due marine: Marina di Mulo e Marina di Pennauro.
Marina Piccola è il posto perfetto per chi cerca una spiaggia con vista sui Faraglioni. Durante l’estate, la baia si riempie di eleganti yacht ancorati, creando uno spettacolo suggestivo anche di notte grazie al gioco di luci delle imbarcazioni. Grazie alla sua posizione riparata, rimane calda anche d’inverno, tanto che molti capresi hanno l’abitudine di fare il bagno tutto l’anno.
La piccola chiesa di Sant’Andrea, costruita nel 1900, veglia sulla baia dal piazzale principale. Il sole illumina la spiaggia fino alle 16:00 del pomeriggio, quando le colline circostanti la coprono d’ombra.

Via Camerelle: La Passerella del Glamour


Dal Grand Hotel Quisisana fino all’inizio di Via Tragara si snoda la strada più famosa di Capri. Via Camerelle non è semplicemente una via dello shopping: è una passerella naturale che fa assaporare l’anima glamour dell’isola azzurra. Qui hanno scelto di esporre le loro creazioni i marchi più prestigiosi del pianeta: da Dolce & Gabbana a Gucci, da Louis Vuitton a Prada.
Il nome “Camerelle” deriva dalle circa quaranta cisterne d’acqua su cui poggiava la strada ai tempi dell’Impero Romano. In origine era solo un sentiero pietroso alle pendici del Monte Tuoro, poi nel XVIII secolo fu designata con il nome attuale per la presenza di ambienti che si susseguivano lungo la strada. Questi piccoli vani, di cui ancora oggi non si conosce la destinazione d’uso, erano annessi a un muraglione di terrazzamento.

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04/07/2025 – 05/07/2025
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